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Dazi - ieri e oggi nel mercato dell'arredo


Prendo spunto dalla notizia di ieri: la UE propone un approccio nuovo nella politica commerciale dell’Unione con il rafforzamento dei dazi anti-dumping e anti-sussidi, innalzandoli e rendendoli più rapidi rispetto ai Paesi non considerati un’economia di mercato.

Una decisione che andrebbe ad incidere sulle relazioni commerciali con la Cina. Così come anche l’affare “Brexit” presto farà toccare la questione dei dazi della UE verso la Gran Bretagna.

Nel 1878 l’Italia e l’impero dell’Austria Ungheria firmano un trattato che definisce i dazi negli scambi commerciali.

Se noi andiamo a vedere i termini di quel trattato limitatamente al settore del mobile vediamo uno squilibrio evidente a favore dello Stato guidato da Francesco Giuseppe.

Per il mobilio vengono aumentati dal 10% al 45% del valore del prodotto.

In questo trattato, a parità di peso, il mobile in legno curvato viene tassato quasi la metà che un normale mobile comune (7,50 contro 13 Franchi).

Ma il mobile in legno curvato ha anche un vantaggio ancora maggiore rispetto al mobilio classico.

Viaggia smontato e viene rimontato nei magazzini sparsi per l’Europa diminuendo consistentemente il costo di trasporto. Le due lire di tassa su ogni sedia in legno curvato sono la metà del dazio che viene applicata su una seduta costruita in maniera tradizionale. Questo in quanto “le sedie viennesi” non vengono considerate prodotti da ebanisti[1].

Il trattato, arrivato alla firma grazie ad un’intenso lavoro diplomatico del Conte di Robilant[2] , è forse la spinta decisiva affinché qualche italiano si lanci in un’attività industriale nel mercato delle sedie curvate alla “viennese”.

Per questo motivo in pochi anni nascono la Sardella in Sicilia (1878), la Antonio Volpe a Udine (1883), la Prima Società Nazionale di Legni Curvati a Vapore a Bardi (1879).

Resta comunque un chiaro squilibrio tra chi produce mobile e sedie in Italia, e vuole portare il proprio prodotto in Austria, e chi invece ne percorre la strada in senso inverso. Ancora più vero per chi, come Thonet e Kohn, le spedisce smontate facendole rimontare da società create nei vari paesi (a Milano la Fratelli Thonet) ed aggirando così anche la tassa a sedia.

E’ evidente che seduti a quel tavolo l’Austria avesse ben chiaro gli interessi della sua industria nel campo dell’arredo mentre l’Italia prediligesse altri campi industriali dove aveva interessi maggiori.

Quando si parla di dazi doganali, quindi, bisogna essere coscienti che non tutti i campi del commercio avranno un ritorno positivo da tali accordi.

Saprà l’Europa difendere la produzione di arredo del proprio territorio?

[1] Ancora nel 1908 in un’interpellanza alla Camera dei Deputati riferita alla produzione della società catanese Wackerlin si discute del motivo per cui le sedie in legno curvato a vapore debbano avere una tariffa così vantaggiosa.

[2] Il Conte di Robilant fu ambasciatore italiano a Vienna per diversi anni. Uomo di grande personalità era ricordato per un’atto di eroismo durante la guerra contro l’Austria. Sembra che il Robilant fu colpito da una palla di cannone che gli staccò completamente un braccio. Nonostante questo rimase al suo posto e solo quando il Re in persona gli ordinò di ritirarsi in infermeria lasciò il campo di battaglia.

#politicacommercialeUE #mobileinfaggiocurvato #tassa

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